Eccoci. I conti non si chiudono mai
La voglia di tornare ciclicamente sul sangue emerge appena ti distrai
La voglia di punizione eroticizzata ha forse un ombra calda che copre il resto delle paure...
Come una lama che attraversa il cervello
Non puoi fare finta che non esista
La senti calda che spezza il tuo corpo
Come un desiderio che si fa solido
Come un essere desiderante
Macchina a due parti
macchina di carne
Silenzio cattura attenzione. Respiro
Voce che frantuma le divisioni di generi, trans-versale
Respiro e il silenzio tra una nota e l'altra mi ghiaccia le vene facendomi bollire il sangue.
Marcio il sangue marcia come una marcia militare che d'invasione ribalta le visuali
Bruciami in gola col bollente succo della tua carne
Ustione eccitante di mille rivoli
Bruciatura che scrive significati sulla mia pelle
Fuoco che ascrive i suoi sensi ai miei
Vampa nella notte che rischiara il cielo con riflessi gialli
Rogo che cambia per sempre il senso di ogni desiderio
Pira dove sacrificare il mio stomaco
Fiamma che orgasmica scivola in me
Prima ho sentito la voce, in mezzo a tante altre, un coro di Magnificat
Poi ti ho vista, la pelle bianca del collo e della scollatura incorniciata dall'abito nero e dai capelli neri.
Saresti piaciuta a Botero. Un corpo splendido a tre dimensioni, che statuario svetta nell'aria immobile e fredda della chiesa
Mi perdo a leggere la linea del seno che scende imperioso nell'abito di raso nero. E tu canti.
Liquida, scivola, una goccia di sangue, dentro..
Una goccia di sperma, la immagino scivolare tra i tuoi seni, scivolare, scivolare, scivolare…
Brilla.
Mi sento inchiodato a questa sedia. Se fosse un banco di chiesa potrei inginocchiarmi do fronte alla gotica tua bellezza e pregarti: “Nera avvolgimi per sempre”.
Ma fa freddo e mi fanno male le gambe, e tutta questa gente attorno non capirebbe, forse sarei preso per blasfemo, per eretico. Solo perché in una chiesa mi inginocchierei ad adorare una donna.
Portami via Nera, scendi da quel pulpito. Scendi seguita dalle voci del coro che magnificano in latino parole che non capisco. Scendi e prendimi per mano. Portami via, dietro alla fonte battesimale e battezzami col tuo liquido, caldo, vitale, organico.
Immagino una goccia, tua, scivolarmi sulla pelle e ustionarmi. Incandescente tagliare la carne fino all’osso. Immagino il tuo osceno sapore schiantarmi la bocca. Ninfa driade blasfema che urli.
E poi tutto tace e io sono solo seduto qui, attonito, lontano, immobile, in attesa della fine.
Danza Daisy e cattura la mia immaginazione
Danza di dolcezza blasfema che prende sempre più colore
Sostituisce altre urgenze e diventa la voglia di stringere